IL TERRITORIO E LE ORIGINI DI ISOLA FOSSARA
Non è possibile sapere con precisione quando e come sia avvenuto il primo insediamento stabile ad Isola Fossara, anche se dall'analisi di diverse ipotesi il primo popolo insediatosi in questa zona furono gli Umbri. Occorre, inoltre ricordare che prima del passaggio della Flaminia sul Furlo , uno dei passaggi più rapidi verso il mar adriatico poteva essere rappresentato dalla strada che da Scheggia, scavalcato il Corno, scendeva ad Isola ed una parte portava nella direzione di Fano e dall'altra all'antica Sentinum (Sassoferrato) e quindi a Senigallia. Durante la "Battaglia del Sentino", che ha determinato la svolta essenziale per il controllo di Roma sul resto dell'Italia, hanno partecipato i Galli Senoni gli Umbri e gli Etruschi, potrebbe essere stata combattuta sia nelle vicinanze di Sassoferrato che all'interno dei monti circostanti. Isola era certamente il punto di passaggio obbligato per gli Umbri e per gli Etruschi
LE ORIGINI STORICHE DI ISOLA FOSSARA
La storia di Isola Fossara è legata prevalentemente all'abbazia di Sitria ed al comune di Gubbio. I pochi storici che hanno trattato il problema ,per giunta casualmente, non hanno fatto riferimento alle fonti e hanno confuso Isola Fossara con l'Isola dei figli di Manfredi vicino a Costacciaro. Il più antico documento storico su Isola Fossara è tutt'ora custodito nell' Archivio Statale di Gubbio. Tale documento concerne la fortificazione della strada che passa per Isola mediante la costruzione di un Castello.
FOTO DEL 1922

LETTURE CONSIGLIATE
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"Pennsylvania: i racconti dei minatori" scritto da Francesco Sebastianelli che racconta la storia del nonno, di cui porta il nome, che da Isola Fossara è partito nei primi anni del Novecento per la Pennsylvania dove ha lavorato come minatore.
Come spiega l'autore nella prefazione:
"I racconti, la storia o le storie, che verranno narrati, sono tutti rigorosamente veri e vissuti, tramandati oralmente di padre in figlio.
L'emigrazione umbro - marchigiana verso gli Stati Uniti d'America era iniziata nella seconda metà del 1800, subito dopo l'unificazione dell'Italia. Il nuovo Regno aveva soppresso ed incamerato tutti i beni ecclesiastici, che erano goduti in enfiteusi, ed erano stati rimessi in vendita a chi aveva soldi per acquistarli. Nell'ex Stato Pontificio, quasi tutti i beni erano degli ordini religiosi, specie nel territorio del mandamento di Gubbio e nelle zone limitrofe marchigiane ove, le abbazie di Sitria e dell'Avellana, erano proprietarie di quasi tutta la fascia appenninica. Gli Isolani, i Casiquattresi, i Valdorbiesi, i Pascelupani, i Frontonesi, per citare i più vicini a quelle abbazie, ma possiamo dire tutta la zona eugubina e quella marchigiana da Frontone a Pergola a Sassoferrato a Fabriano, riscattarono quasi tutti i loro terreni e le loro case. I prezzi da pagare però erano alti ed i soldi una mercé molto rara. L'incremento demografico poi non permetteva più una vita tranquilla. A forza di dividere di padre in figli, case e terreni, poche famiglie riuscivano ancora ad andare avanti dignitosamente.
L'emigrazione quindi era una necessità.
Di questa emigrazione, che ha interessato tutta l'Italia ed in ogni direzione, dall'America del Nord al Brasile ed all'Argentina, quella del comprensorio dell'Appennino Umbro Marchigiano ed isolano in particolare, si è orientata quasi esclusivamente verso le miniere di carbone della Pennsylvania.
Di questa emigrazione e delle persone che l'hanno vissuta voglio ricordare quelle storie, anche se limitate all'ambiente familiare e paesano, che fin da bambino ho appreso sia dai diretti testimoni, sia dai genitori.
Di questa gente, fisicamente forte ed ancor più moralmente, le vicende umane sono state quasi identiche per tutti, in qualsiasi direzione l'emigrazione si sia diretta, ma un avvenimento particolare ha caratterizzato l'emigrazione di questi montanari dell'Appennino Umbro-Marchigiano: la creazione di una Società di Mutuo Soccorso tra minatori.
Si vede chiaramente, dall'italiano dialettale, con il quale è esteso il Regolamento, e dai nomi dei componenti la Direzione della Società, che è nata per iniziativa prevalente degli emigranti di Isola, Pascelupo, Valdorbia, Casequattro, Scheggia e Gubbio. E' un documento questo, di inestimabile valore storico - documentale che, per un verso, precorre di 40 anni le forme mutualistiche che sorgeranno in Italia negli ultimissimi anni del periodo fascista e che, per un altro, interpreta le lotte sindacali italiane del primissimo Novecento in terra americana".
Tratto dal sito Eugubini nel mondo
Il libro è disponibile in libreria.
Chi volesse contattare l'autore:
Francesco Sebastianelli
Via delle Regioni, 36
53100 Siena
Tel. 0577.595078
francesco_sebastianelli@fastwebnet.it
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"A ricordo dei nostri cari che hanno avuto origine da Casequattro ed in memoria della loro grande laboriosità e degli alti insegnamenti cristiani a noi tramandati, ringraziamoli con la celebrazione di una santa messa, con una preghiera li evochiamo tutti"
17 Agosto 2000
Così recita la targa in ricordo degli abitanti di Casequattro.
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GENEALOGIA di una Famiglia di Isola Fossara dal 1613 (MASCI)

